“A Palo Seco” di Sara Cano

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Per la nostra gita flamenca nella Giornata Internazionale del Flamenco abbiamo scelto uno spettacolo proposto da Wonderland Festival: “A Palo Seco” della bailaora e bailarina Sara Cano.

Tre fasi hanno accompagnato la nostra serata:

  • doveroso aperitivo con pizzette annaffiate di prosecco e pirlo (è comunque festa, non dimentichiamolo)

  • spettacolo allo Spazio Idra all’interno del Mo.Ca a Brescia

  • chiacchierata con gli artisti post spettacolo. Ringraziando ancora l’organizzazione per la splendida opportunità riservataci.

Ed ecco le nostre recensioni umili, direttamente dall* nostr* inquilin* di Casa Flamenco:

Mi aspettavo di vedere flamenco puro, invece è stata danza contemporanea mixata al flamenco, molto particolare, lei ballerina bravissima, molto intensa. Io però, purtroppo, non so apprezzare e comprendere la danza contemporanea al 100%, di conseguenza qualche pezzettino non mi ha soddisfatta al 100%...ma nel complesso sì, mi è piaciuto.

Raffaella


Palo seco. Sei felice?

Informe si muove Al suono di guerra striscia tra l’oscurità senza tempo.

Tenta il volo , stramazza nel bianco. Si alza rossa , volteggia nel buio. Dodici scheletri la guardano

Se fosse farfalla a primavera il suo essere lo saprebbe, ma lui ci vede un serpente.

la guarda, gli batte le mani, sibilla melodie dal passato. Appare e scompare.

È l’ombra dell’ uomo che doveva essere? Nell’ultima ora la trattiene con tutte le forze “ non andare ” “ resta “. Niente da fare.

Poi avviene il fatto. Gli spettatori tutti,si staccano dal sedile e sprofondano nell’abisso. Dal buco della serratura filtra ovattata la luce.Che cosa è successo?

Palo seco. Sei felice?

La ricerca della libertà ha delle conseguenze. Un passo in più e lo avrebbe raggiunto nella luce , e invece no. E l’ultima volta che la vedremo serpeggiare di rosso prima della sua metamorfosi contemporanea .Ha vinto la battaglia .Il suono dei tamburi ormai è un lontano ricordo . La ricerca della libertà ha delle conseguenze. Paolo seco rispondi,sei felice? Rispondi , sei felice?

Ivan


Io non avevo mai assistito ad uno spettacolo di commistione fra flamenco e danza contemporanea per cui l’effetto, a primo impatto, è stato straniante. Superata questa fase, che comunque è durata poco, sono riuscita ad immergermi completamente nello spettacolo. Da principiante totale poi ero incantata da come muoveva mani e piedi e già questo era sufficiente per goderne. Non mi lancio in interpretazioni perché dopo le parole dell’artista ho capito che ne avevo data una un po’ diversa. So solo che ad un certo punto ho pianto e in un altro mi sono sentita forte e in un altro ancora ho sentito la voglia di indipendenza. Per quanto mi riguarda, in questa fase della mia vita, tutto ciò che mi fa provare emozioni e me le fa riconoscere è bene. Non per niente alla fine dello spettacolo mi sentivo svuotata e stanca…almeno in questo ero d’accordo con il cantaor 😉

Marianna


Premetto che non amo molto le contaminazioni. Per fare un paragone terra-terra, è come in cucina, dove mi piacciono i cibi semplici, i sapori schietti, più che i piatti elaborati e complicati che mettono insieme ingredienti in genere incompatibili tra loro. Poi salta fuori, ogni tanto, la contaminazione che ti piace. Perché chi l' ha fatta conosce perfettamente gli ingredienti ed ha studiato a lungo per trovare la combinazione perfetta. Nel caso dello spettacolo di ieri ho avuto proprio questa impressione, quella della contaminazione ben riuscita. E ciò è stato possibile perché l' artista conosce molto bene sia il flamenco che la danza contemporanea. D' altra parte "Palo seco", a detta della stessa protagonista, non è nato ieri. Lo spettacolo attuale è il risultato di un lavoro che porta in giro da almeno un decennio. Come a dire che certe cose non possono nascere dall' improvvisazione, ma da studio continuo, allenamento e fatica. E grazie al suo innegabile talento ma anche al suo costante e lunghissimo lavoro l' artista ha creato un' opera intensa, originale ed ad alto contenuto emotivo. Che è, in genere, quello che si vorrebbe ricevere da un grande artista.

La Morandi


Arrivo anche io con la mia rece umile. Sono partita ammetto scettica su questo spettacolo..come alcunə di voi hanno detto, anche io non amo le contaminazioni..ma sono stata felice di poter essere smentita. Ciò che ho apprezzato maggiormente di questo lavoro è stata l'intensità che a prescindere dal significato canonico che voleva trasmettere, mi ha consentito di interpretare in maniera intima e personale i gesti, le espressioni del volto, i respiri dell'artista, facendomi volare con l'immaginazione che alla fine credo sia uno degli obiettivi dell'arte. Sono stata toccata profondamente dal cante, avrei voluto cantare quella prima nena insieme al cantaor e condividere la sua energia e la potenza della voce. In conclusione mi sento estremamente arricchita da questa esperienza e sono grata anche di averla potuta condividere con voi tuttə🌻

Benedetta


Mi aggiungo anche io per la rece! Ero partita un po’ preoccupata che non mi piacesse perché quello che avevo guardato online mi sembra avesse delle note angoscianti o inquietanti quasi; in realtà dopo i primi minuti in cui cercavo di capire cosa stessi guardano ho deciso di smettere di cercare di capire e di lasciarmi trasportare dalle emozioni che mi stava trasmettendo: un desiderio fortissimo di andare avanti e affrontare tutto, rabbia, passione e coraggio. Tutte sensazioni che soprattutto in questo periodo sento che a volte mi mancano e invece ieri mi sono arrivate dritte dritte al cuore.

Quindi grazie a voi, a Sara e al cantaor ❤️ è stato proprio forte ✨

Beatrice


Ecco anche la mia All’inizio c’era un ritmo quasi tribale, infatti da un certo punto in poi ho sentito la sua potenza .. Da quel momento poteva essere terra o farfalla .. Era vera! (Libera e sola) Da tutta questa materia ho visto nascere il flamenco che nella mia testa poteva solo aumentarne l’energia e la struttura .. Il cante .. Ne accompagnava con amore e competenza la direzione .. Devo dire che mi è piaciuto moltissimo..

Monichina


Ho letto le vostre impressioni/emozioni/sensazioni...avete già detto molto, tante belle parole.

Ero preparata all'idea di un Flamenco distante dal tradizionale, non mi aspettavo la rosa in testa insomma...ma non immaginavo così concettuale, potente.

All'inizio mi ha "deluso" l'assenza della chitarra...ma dopo l'incontro con Sara è apparsa chiara la scelta di escluderla dallo spettacolo.

Quello che mi ha colpito/affascinato moltissimo sono state le sue MANI fluide meravigliose e il suo CORPO costantemente in bilico e in equilibrio. Bellissima questa unione tra FLAMENCO e PINA BAUSCH.

OLÈ!!!💃🏼

Paola Benci


Già dal titolo “a palo seco” è chiaro che l’intento dell’artista Sara Cano sia quello di inneggiare all’indipendenza, ma, per quello che ha trasmesso a me, soprattutto indipendenza emotiva

Un intensissimo dialogo tra cante e baile - “a palo seco” può essere tradotto anche come “a cappella” quindi dal titolo già si poteva intuire che il toque non ci sarebbe stato, cosa che non mi ha assolutamente turbato-

Questo botta e risposta mi ha fatto pensare ad un parallelismo con le quattro fasi della sevillana:

- incontro

- innamoramento

- disputa

- riconciliazione

Riconciliazione che però avviene tra l’artista e sé stessa, un ballo in solitaria che la libera dal fardello di questo amore “malsano”.

Non penso sia stata casuale la scelta di liberarsi di strati di abiti, come a voler dire che l’amore rende vulnerabili, come non credo nemmeno sia casuale per Sara impersonificare una ballerina di carillon: ci ho visto la manipolazione, la donna oggetto, mi disturbava il cante che strideva sopra la melodia dolce del carillon.

Non sono amante del contemporaneo, non sapevo nulla di lei e mi aspettavo tutt’altro spettacolo. Però bisogna dare atto all’artista di aver fatto un gran bel lavoro, nulla lasciato al caso. Vibes flamenche fortissime e inscenamento di grandi emozioni

Ottavia


La mia più che una recensione è uno stream of consciousness, che autosaboto e sminuisco in autonomia dopo tutte le bellissime recensioni che ho letto.

E non posso fare a meno di pensare a quanto cazzo, scusate il francesismo ma serviva un rafforzativo, è bello leggere pensieri e sensazioni tutti diversi tra loro che un apparentemente “stesso” spettacolo suscita a ciascuno di noi. E quanto sia arricchente poi leggere le varie interpretazioni, che portano alla luce aspetti, sfaccettature o dettagli che a primo sguardo erano sfuggiti od ai quali non era stata data così importanza e che portano a riconsiderare di nuovo tutto. Forse per questo, io ho bisogno di tempo per far sedimentare, germogliare e rielaborare.

Come detto in lis, io guardandola sono rimasta a bocca aperta. Ipnotizzata. Sono partita non aspettandomi nulla e non sapendo nemmeno cosa aspettarmi, volutamente, perché non voglio mai crearmi aspettative e quando sono arrivata, sarà che era anche a spettacolo iniziato, senza introduzione o spiegazione da parte degli organizzatori mi sono ritrovata totalmente destabilizzata, ho provato una sensazione inebriante. L’odore dell’incenso così forte, il fumo dell’incenso che creava questa nube a mezz’aria dove il suo vorticare creava delle immagini quasi danzanti e lei che per me, in modo quasi primordiale, imparava a sentire il suo corpo. Quasi fosse una dimensione sacra. In quei primi quadri mi è sembrato come se lei stesse imparando a sentirsi, incapace di rimanere in piedi salda e forte, ero talmente focalizzata su di lei, sull’intensità, il respiro, lo sguardo a tratti deciso, a tratti sfidante, a tratti ammiccante, che io il cante l’ho sentito sì, so che c’era, ma come una litania in lontananza. Non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Ho amato quel fascio di luce diagonale, dove nel caos più profondo, con quel dimenarsi all’impazzata ad un certo punto, un respiro e quei tentativi di imparare a sentire il suo corpo sono diventato reali e quasi sorpresa ha scoperto i suoi suoni. Come se avesse sentito il suono del suo cuore per la prima volta. E tutto quello che è stato dopo è stato pura goduria, fascinazione e libertà, decisione e fermezza. Esplosione.

Alessia


E per chi volesse vedere di più, ecco un contenuto video



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